Coronavirus e agopuntura

L’agopuntura può avere un ruolo nella cura dell’infezione da coronavirus?

Le notizie che ho potuto trovare sull’uso della medicina cinese per curare l’infezione da Coronavirus riguardano soprattutto l’uso dei rimedi della Medicina Tradizionale Cinese, l’agopuntura viene usata solo di supporto alla fitoterapia.

Per la medicina cinese l’infezione da Coronavirus  corrisponde, come altri  virus, ad un attacco da Xie “Vento-Freddo”.

Se ci riferiamo al modello dello Shan Han Lun con i 6 livelli, il primo livello a essere interessato è il Tai Yang; mentre nel modello degli Zang Fu il primo organo interessato è il Polmone e le vie respiratorie.

Per quanto riguarda l’agopuntura possiamo praticare:

  • Una terapia di prevenzione, aumentando le difese immunitarie,
  • Una terapia curativa (se si può usare il termine)  da attuare quando cominciano i primi sintomi.

 Premetto che, ma è ovvio, non ho nessuna esperienza con il coronavirus. Ma a partire da vari modelli e dalla esperienza clinica su pazienti con S. influenzale, propongo la stessa terapia:

1. La prevenzione più importante è evitare di esporsi al freddo. Punti per stimolare la produzione e diffusione della Wei Qi (energia difensiva aspecifica):

  • SI5, Gu Yang, attiva la produzione della parte Yang (Wei Qi) della Gu Qi
  • CV4,Guan Yuan
  • CV10, Xia Wan
  • ST30, Qi Chong

2. Punti da trattare quando insorgono i sintomi.

  • BL45, ago e moxa
  • LI12, ago + ST32-ST33
    • + GV14, LI11 se febbre alta
    • + LI18, ago e moxa, se faringite
    • + LU11, ago e sanguinamento, se bronchite e dispnea

Nella MTC (Medicina Tradizionale Cinese) ho trovato poco sulla terapia con agopuntura e quel poco riguardano i punti  per tonificare il centro con il primo triangolo di Li Dong Yuan:

  • ST36, Zu San Li, in moxa,  CV12, Zhong Wan + CV6, Qi Hai,  moxa come prevenzione
  • He Gu (LI4) moxa, Taichong (LR3), Zusanli (ST36), Shenque (CV8), per trattare i primi sintomi d’insorgenza della malattia.

Ma per chi volesse approfondire la MTC,  è uscito un numero speciale della rivista on line “Olos e Logos” dell’amico dr. Lucio Sotte

http://www.agopunturamarche.it/Rivista/Dialoghi29_Flip/mobile/index.html#p=1

 

Notizie sul punto LI12

Jeffrey Yuen recita:

"LI12, Zhouliao che è ora l’introduzione che nel LI troviamo un punto Liao; è formato dal carattere di osso, Gu, dal carattere Yu che è il suono che caratterizza i reni e che rappresenta le ali e che nei tempi antichi era rappresentato proprio con delle ali; sotto abbiamo il carattere di umanità, dell’uomo e vediamo i capelli/peli che crescono su una persona; in questa rappresentazione significa volare, significa per la persona sta volando. Sappiamo che la parola Liao si riferisce a un foro all’interno di un osso e attraverso questi fori è possibile mettere in latenza fattori patogeni; quindi vento e calore possono essere messi in latenza nel punto LI12. Il freddo invece viene messo in latenza attraverso il canale dello stomaco, nei punti ST32 Futù e ST33 Yinshì.

Quindi LI12 è un punto molto importante per chi manifesta una condizione acuta di vento, umidità o calore che attraverso tale punto penetrano all’interno dell’osso fino a raggiungere il livello del Jing e danneggiarlo, in questo caso comare dolore alla mascella e ai denti.

Sappiamo che esistono fattori patogeni esterni che sono in grado di causare perdita di peli e capelli, queste sono le radiazioni della radioterapia o la chemioterapia; il punto LI 12 può essere usato per ridurre gli effetti collaterali di queste terapie".

 

 

 

Dr. Dante De Berardinis

 

Commenti 3

Iscrizione al corso il quadrato magico del 30-31 maggio 2020 con Marco Montagnani

Muccioli Massimo
venerdì 24 aprile 2020

Caro Dante, ho apprezzato questo tuo post e ti scrivo per le differenze pratiche-teoriche sull’argomento.
Io preferisco fare la prevenzione con un trattamento centrato sulla capacità del TRM a produrre energia digestiva a supporto della wei qi. Preferisco, quindi un trattamento ispirato a LiDong Yuan.
Il punto su cui non sono d’accordo con te è sull’utilità di trattare la latenza in questa malattia così acuta e brusca. Ciò con cui ci misuriamo non sono gli effetti della messa in latenza o della perdita della latenza, ma con l’aggressione esterna e acuta.
In particolare secondo me, ed è esemplificativo del ragionamento, piuttosto che il 12LI (con il quale ho notevole esperienza in corso di chemioterapia) è meglio usare il 10LI, che tonifica in maniera specifica (e forse più di tutti gli altri punti, compreso il “vecchio” 18LI) la capacità di difesa del corpo da attacchi esterni che hanno già superato la capacità di diffusione del polmone, per evitare che riescano a penetrare all’interno.
Grazie sempre per gli spunti
Emilio

Emilio
martedì 31 marzo 2020

Grazie della disponibilità oltre che della tua professionalità

Patrizia
martedì 24 marzo 2020

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