Scuole SIDA

“Scuola Italiana di agopuntura”

Sede di Udine (SIDAT, Scuola Italiana di agopuntura del Triveneto)

Sede di Roma (SIDAR, Scuola Italiana di Agopuntura di Roma)

 

Caratteristiche della scuola 

Nei tre anni verranno insegnati:

  • L’agopuntura secondo il  modello della Scuola Italiana di Agopuntura (SIdA )( esempi sono i casi clinici descritti nel blog www.agopunturasida.it )
  • La Medicina Classica Cinese
  • La tradizione orale taoista secondo quanto riferito dal monaco  Jeffrey Yuen 

La scuola è indipendente  e segue un proprio programma innovativo che  va oltre la “Medicina Tradizionale Cinese”.

E' basata quasi esclusivamente sullo studio di:

  • Fisiopatologia di Qi (Yuan Qi, Zong Qi, Gu Qi, Tian Qi), Sangue, Liquidi,  Jing, Shen
  • Fisiopatologia degli Zang Fu e studio delle loro funzioni (ricerca dei punti specifici per ogni funzione)
  • Fisiopatologia dei  meridiani principali e secondari
  • Studio analitico,  esegetico e clinico di tutti i 361 punti di agopuntura.
  • Studio delle cliniche 
    • Il dolore in agopuntura (due lezioni)
    • Malattie dell'apparato respiratorio
    • Psichiatria (due lezioni)
    • Neurologia
    • Geriatria
    • Endocrinologia
  • Studio delle specializzazioni della medicina classica cinese:
    • Scuola della gastroenterologia
    • Scuola della terra di Li Dong Yuan
    • Scuola della ginecologia
    • Scuola della ostetricia
    • Scuola della pediatria 

Il diploma permetterà ai medici di praticare agopuntura (ricordiamo che in Italia solo i medici possono praticare agopuntura che viene considerata un atto chirurgico). I non medici potranno sfruttare le conoscenze della medicina cinese con altre   medodiche come il Tuina, il Qi Gong, ecc.

I non medici, in italia, non possono praticare agopuntura!

L’associazione SIdA Bai Hui, essendo costituita anche da non medici,  non potrà essere iscritta alla FISA (Federazione Italiana delle Società di Agopuntura) che  raggruppa le  associazioni mediche di agopuntura.. 

Esami

Alla fine di ogni anno un esame permetterà di accedere all’anno successivo

Alla fine dei corso di tre anni verrà rilasciato un diploma di agopuntore previa la presentazione di una tesi finale.

Docenti

Tutti i docenti  hanno una  esperienza clinica pluriennale e sono  esperti  del modello SIdA, di medicina classica cinese e della tradizione orale taoista

Docenti del 1° anno:

  • Dante De Berardinis
  • Ilenia Spallino
  • Mauro Navarra
  • Ludovica Dei
  • Valentina Volpato
  • Carlo D’Ammassa
  • Guido Bernardini
  • Simona Lattanzi
  • Paolo Brici
  • Alfonso principato
  • Floriana Di Bella
  • Paola Baldini
  • Altri che verranno inseriti negli anni successivi 

La scuola è aperta a:

  • Laureati in medicina e chirurgia
  • Diplomati di agopuntura in altre scuole dove hanno studiato la ”Medicina Tradizionale Cinese” (MTC)
  • Non medici appassionati di medicina cinese
  • Operatori di Tuina ed altre pratiche salutistiche  della medicina cinese 

Informazioni organizzative  

Ore di lezioni teorico-pratiche

Ogni anno  di corso comprende:

  • N° 10 fine settimana di 12 ore = 120 ore
  • N° 12 ore di esecitazioni pratiche
  • N° 20 ore di stages negli ambulatori dei docenti SIdA disponibili
  • N° 16 ore del congresso SIdA  (Casi clinici + seminario su un argpomento di fisiopatologia)
  • N° ore totali per anno = 168
  • Il corso dura tre anni (totale 504 ore di lezioni frontali ed esercitazioni)
  • Il numero di ore supera il numero minimo richiesto dall'accordo Stato-Regioni (500) che permette di rilasciare un diploma che è riconosciuto dagli ordini dei medici. (Anche se tutti i medici possono praticare agopuntura come atto medico chigurgico. (Le sole pratiche vietate ai non specialisti sono la radiologia e l'anestesia)

Orari del corso

  • Sabato ore 9-18 con pausa pranzo
  • Domenica ore 9-13 

Costi

  • Il costo del corso dipende dal numero dei partecipanti ma sarà di circa 1500 euro l’anno
  • Per accedere al corso, per motivi legati e fiscali, bisogna essere iscritti all'associazione = 120 euro l'anno.
  • In cambio le dispense (circa 9 ogni anno) necessarie per lo studio sono a carico dell'associazione 
  • Il numero minimo (per coprire le spese )  è di 12 iscritti
  • Le lezioni sono aperte anche a chi non è  iscritto alla scuola e che vogliono seguire i singoli seminari. Il costo è di circa 180 Euro per ogni fine settimana.  

Quota associativa "SIDA Bai Hui" =  120 euro l'anno.

A ogni lezione viene consegnata la dispensa per la lezione successiva. 

Le dispense sono gratis!

Iscrizione:

Per iscriversi: la caparra di  € 120  ( che vale come iscrizione all'associazione SIDA Bai Hui, necessaria per frequentare le lezioni) attraverso bonifico su:

  • Banca Intesa San Paolo
  • IBAN =  IT20T0306977101100000001811

Codice BIC/SWIFT: BCITITMM

Causale “Quota associativaSIdA Bai Hui  anno..." Iscrizione al corso di agopuntura anno .....”

Inviare anche la seguente scheda d’iscrizione presente nell'icona della scuola "Richiedi iscrizione"

Al ricevimento della quota associativa  verrà inviata la ricevuta e la conferma dell’iscrizione

E ogni altra informazione utile.

Direttore didattico: dr. Dante De Berardinis

E-Mail drdante@alice.it 
Tel. 0861-752483
Cell. 3396618522 

Sede della scuola: Udine 

Codirettore, responsabile e  segreteria:

d.ssa Ilenia Spallino  
E-Mail    ileniaspallino@gmail.com  

Cell. 3803866164

 Info e programma: http://www.agopunturasida.it/pagine.asp?id=36&rol=6

 

 

Sede della scuola: Roma 

Co-direttore, responsabile e  segreteria:

 dr. Mauro Navarra  

E-Mail   optolac@yahoo.it

Cell.   3474850047

Info e programma: http://www.agopunturasida.it/pagine.asp?id=37&rol=6

 

 

 

Caratteristica della didattica della SIdA

 

La componente fondamentale della didattica tradizionale è la cosiddetta “lezione frontale”, in cui l’insegnante è in certo senso “solo” di fronte alla classe e la trasmissione del contenuto didattico è tutta affidata alle sue conoscenze e alla sua capacità di farsi comprendere e di suscitare interesse.

La lezione frontale è infatti caratterizzata da:

  • Verticalità della comunicazione (comunicazione asimmetrica da un emittente a più destinatari)
  •  Passività dei destinatari e conseguente difficoltà alla memorizzazione
  • Eccessiva dipendenza della lezione dalle competenze e dalla capacità comunicativa e didattica dell’insegnante
  • Modello didattico basato sull’idea dell’insegnamento come “trasferimento della conoscenza” dall’insegnante agli allievi
  • Difficoltà nel differenziare il contributo didattico;
  • Tendenza a privilegiare la comunicazione verbale rispetto ad altri codici comunicativi
  •  Necessita di una forte uniformità della comunicazione didattica
  • Peso eccessivo del “gruppo classe” rispetto ad altre possibili aggregazioni

 

Tuttavia occorre guardarsi dall’idea che i nuovi media forniscano in maniera automatica un rimedio universale ai mali della lezione frontale. D’altra parte la portata della nuove tecnologie è tale da proporre un vero e proprio salto di qualità dell’insegnamento, a tutto vantaggio di una didattica più completa, interessante ed efficace.

Il nostro approccio formativo si avvale di metodologie didattiche finalizzate a sviluppare una coscienza critica di perenne ricerca  ed a produrre nel discente quel “cambiamento” in termini di apertura a diversi modelli di approccio alla realtà clinica che rappresenta l’obiettivo della formazione. 

Ogni metodologia è realizzata con lo specifico scopo di entrare nei meandri della medicina cinese con un linguaggio adattato alla platea, privilegiando la semplicità e stimolando le capacità di ragionamento.

Le nostre metodologie didattiche

 

  • Lezione Frontale

Esposizione accurata da parte di  un docente esperto in aula che presenta, spiega e illustra i contenuti propri dell’argomento con l’aiuto di diapositive o filmati. È una strategia didattica che viene utilizzata solo per argomenti basilari di Medicina cinese, propedeutiche per altri moduli da affrontare successivamente. 
È fondamentale la capacità comunicativa e formativa del docente che nell’interazione con i discenti deve riuscire a farsi comprendere, suscitare interesse e allo stesso tempo promuovere e stimolare una comunicazione circolare.

E’ fondamentale anche che i moduli  delle lezioni siano uniformi anche se proposte da docenti diversi.

  • Discussione di casi clinici 

Può avvenire in seduta plenaria o in gruppi di lavoro. Nel primo caso il docente conduce la discussione, interagendo con i partecipanti in maniera libera. Nel secondo caso la discussione viene fatta dai partecipanti, divisi in tavoli di lavoro, e l’ elaborazione  viene riportata in plenaria  da un rappresentante del tavolo. Attraverso l’utilizzo di un caso clinico, questa tecnica si propone di  riuscire a mettere a confronto le esperienze professionali di ogni discente mettendo in pratica anche quanto appreso durante il corso.

  • Focus group

È una strategia didattica utilizzata per far riflettere il gruppo degli studenti su un determinato argomento che è stato proposto durante la lezione frontale. Alla fine di un argomento,  il gruppo, posto in  cerchio o semicerchio, viene condotto da un docente  e incoraggiato ad esprimere liberamente il proprio punto di vista. In pratica gli studenti, guidati dal docente,  fanno la sintesi ragionata dell’argomento appena illustrato. Per esempio alla fine della lezione frontale sulle funzioni del Polmone gli studenti  riassumono quanto detto aiutandosi fra di loro e cercando di capire meglio facendosi reciprocamente delle domande.

  • Lavori di gruppo

Piccoli gruppi ai quali viene dato un mandato specifico su cui lavorare entro un tempo prestabilito. Gli elaborati vengono presentati in seduta plenaria e discussi contemporaneamente. Obiettivo di questa tecnica è quello di stimolare il confronto delle competenze, mettendo in azione dinamiche emotive, comunicative e comportamentali di ogni membro del gruppo, attivando così la disponibilità verso l’altro come modo di pensare, sentire e lavorare per raggiungere il risultato richiesto. Molto importante è proporre un caso clinico ipotetico e affidarlo gruppi di 4-5 persone. Caso clinico in riferimento al alla lezione svolta.

  • Esercitazioni su casi clinici 

Attività tese al rafforzamento di un apprendimento conoscitivo o operativo. Hanno lo scopo di sollecitare l’interesse del discente, utilizzare e potenziare le conoscenze proprie ed utilizzare la pratica clinica  per approfondire il modo di reperire i punti di agopuntura, le variazioni e tutto ciò che succede durante la seduta di agopuntura. Inoltre si prende abilità nel pungere,  nell’uso della moxa, martelletto,  ecc.
La pratica clinica e i primi risultati positivi generano la passione che è fondamentale per muovere i meccanismi di apprendimento e non sentire il peso e la noia dello studio.

  • Stage o tirocinio con tutor

Percorso formativo svolto “sul campo”, negli ambulatori dei docenti. L’obiettivo sta sia nel verificare e applicare quanto appreso in aula sia nel fornire una formazione meramente pratica a chi ha già appreso in altre sedi la formazione teorica. Ai tirocinanti, affiancati da persone esperte (tutor-docenti)), sono assegnati obiettivi specifici da raggiungere attraverso un percorso formativo personalizzato.

Il tirocinio si svolge negli studi di agopuntura dei docenti.

 

  • Studenti  come comunità culturale (gli esperti lo chiamano apprendimento cooperativo)

L’apprendimento cooperativo è una modalità un po’ diversa dal lavoro di gruppo, in quanto è focalizzato sull’apprendere insieme l’uno con l’altro, l’uno dall’altro, l’uno per l’altro.

Tutti gli studenti di una classe dovranno avere un contatto privilegiato fra loro e i docenti in tempo reale (tipo Wats App per domande semplici o mail per domande più complesse) in modo da essere in continuo contatto per scambio di esperienze, dubbi e informazioni sia culturali sia di tipo amministrativo.

Tutti gli studenti del primo anno saranno in comunicazione anche con gli studenti degli anni successivi in modo che, non solo i docenti possono rispondere alle domande ma anche gli stessi studenti. E’ chiaro che se la risposta non è precisa il docente ha il dovere di intervenire. Questa modalità permette , oltre che creare una amicizia formativa, di imparare di più con minor sforzo personale. (Già in uso delle riunioni di studio dei punti della SIdA)

 

Bisogna insegnare ad imparare

In primo luogo la comunicazione telematica e le reti tendono a costruire canali di comunicazione circolari, nelle quali tutti i partecipanti possono assumere alternativamente la funzione di emittenti o di destinatari dell’informazione.

Un docente sa che la stessa lezione frontale non è mai basata su una comunicazione puramente verticale, dall’alto in basso, ma è sempre una forma di dialogo. Tuttavia l’uso delle nuove tecnologie può consentire di accentuare questo aspetto di dialogo proprio della comunicazione didattica, che non finisce la domenica a pranzo ma continua fino alla lezione successiva permettendo inoltre di moltiplicare le voci e i punti di vista coinvolti.

Un confronto di questo tipo permette agli studenti non solo di familiarizzare con la pluralità di opinioni, ma fa in modo che essi non siano più posti a confronto con un’unica “auctoritas”, con la sola voce del docente, ma possono assumere con maggiore facilità un ruolo attivo nello scambio di idee.

La moltiplicazioni delle voci si ricollega alla moltiplicazione degli strumenti didattici, che non rappresentano semplicemente un ausilio alla lezione dell’insegnante, ma costituiscono voci aggiuntive, punti di vista diversi..

L’interattività di molte tra le nuove tecnologie didattiche costituisce inoltre un ulteriore stimolo al superamento di un ruolo puramente passivo da parte dello studente, sollecitato a intervenire in prima persona e a modificare l’informazione che gli viene presentata, ma anche  spinto verso la progressiva costruzione e organizzazione della conoscenze con ricerche personali.

Si ha quindi il passaggio da un puro trasferimento passivo di nozioni ad un modello didattico basato sull’attività.

Gli strumenti di uso individuale, tra i quali i cosiddetti strumenti di autoapprendimento (studio delle dispense o libri), forniscono un mezzo per differenziare e verificare i contenuti didattici.

A questa differenziazione dell’offerta didattica risponde anche la possibilità di riaggregare attorno a particolari attività gruppi diversi dal tradizionale “gruppo classe”, consentendo la costituzione di gruppi di interesse tematici attorno a un forum di discussione o a un sito Internet o ad uno studio su un argomento particolare.

I nuovi media costituiscono inoltre un’occasione per costruire un ambiente didattico aperto a forme di comunicazione e a codici diversi dalla pura comunicazione verbale.

Occorre però prestare attenzione anche ad alcuni rischi connessi con l’uso dei nuovi media nella scuola, primo fra tutti il rischio di un certo “fanatismo tecnologico” che talvolta porta a ritenere che i nuovi mezzi di comunicazione multimediale siano strumenti didattici autonomi e autosufficienti e dunque che il rapporto fra essi e la figura del docente sia quello di una progressiva anche se parziale sostituzione.

Al contrario, ampliando il ventaglio di opzioni didattiche a sua disposizione, il docente acquista, e non perde, libertà di costruzione e organizzazione del percorso didattico. Il computer e la videocassetta non possono, dunque, e non devono sostituire l’insegnante, ma integrarsi all’interno di un progetto didattico unitario del quale l’insegnante è il regista.

Un altro potenziale pericolo viene poi dalla “pigrizia d’uso”, che può talvolta può accompagnare l’utilizzo delle nuove tecnologie da parte sia degli studenti che degli insegnanti.

Spesso, infatti, si ritiene che le nuove tecnologie offrano una “voce didattica” singola e più autorevole, che sostituisce piuttosto che integrare quella del docente. Bisogna invece prendere coscienza del fatto che quest’idea spesso non è altro che un alibi per la tendenza a ridurre al minimo il lavoro da svolgere, da parte dello studente o da parte del docente. (Vedi lezioni on line o registrate)

Le nuove tecnologie non riducono invece né il lavoro dell’insegnante, né quello dello studente, ma lo variano rendendolo più interessante, più proficuo e meno pesante.